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UNA STRAORDINARIA AVVENTURA pag.2
LINEA
UN'ASTRONAVE CHE SCRUTA LA TERRA
Fu una notte insolita: Victor non aveva mai visto una ragazza e lei non aveva mai visto così da vicino un robot che rifletteva la luce dei lampioni sulla sua pelle d'argento e che la guardava con quei grandi occhi spalancati. Era davvero uno strano sogno! La mattina seguente, quando si svegliò, pensò davvero che tutto fosse stato solo una immaginazione. Ma, uscendo di casa, incontrò capannelli di persone che parlavano di un robot apparso all'improvviso la sera precedente e poi scomparso senza lasciare traccia. Barbara, così si chiamava la ragazza, decise che avrebbe cercato il misterioso robot d'argento. Victor intanto era tornato indietro e aveva ripreso il volo con la sua astronave per fare un velocissimo giro intorno alla terra e osservare quanto fosse bella dall'alto mentre pensava a quella ragazza che aveva visto per un attimo e che lo aveva lasciato così stupito. Nel frattempo il suo informatore digitale gli spiegò che gli umani erano essere inferiori perché, oltre ad essere fragili e ad avere una vita molto più corta rispetto alla vita dei robot, spesso si uccidevano a vicenda con guerre che duravano a lungo producendo distruzione e tremende stragi. Victor rimase silenzioso, non sapeva cosa pensare, soprattutto non riusciva a togliersi dalla mente quella ragazza che lo aveva incantato. Diceva a se stesso: gli esseri umani sono davvero strani! Ma quella ragazza mi interessa molto, se la rivedrò forse capirò il perché.
Si rividero, non era stato difficile per lui ritrovarla con tutti gli strumenti tecnologici che aveva a sua disposizione. Barbara, dopo aver superato lo stupore di averlo incontrato di nuovo, fu subito conquistata dai modi gentili con cui Victor si esprimeva tanto che si lasciò convincere a salire sulla sua astronave per guardare la terra dall'alto. Mentre volavano la ragazza lo osservava e le sembrava che i suoi occhi avessero una meravigliosa luce magnetica e un'espressione troppo intelligente per essere solo un robot. E poi era così affabile e sapeva dire cose così interessanti che era un piacere ascoltarlo. Parlarono a lungo: a Barbara sembrava incredibile che un'intelligenza artificiale potesse essere così coinvolgente, così affascinante. Si rividero altre volte e ogni volta era interessante conoscersi meglio e Victor cominciò a pensare che non erano poi così male gli esseri umani e che questa ragazza gli piaceva davvero. Volarono insieme lontano dal pianeta terra ad osservare quanto fosse immenso e straordinario l'universo. Ogni tanto si guardavano negli occhi e Barbara si sentiva avvolgere dallo sguardo luminoso e misterioso di Victor che non aveva una voce metallica, come si potrebbe pensare, anzi la sua voce era calda e suadente. Accadde che se ne innamorò perdutamente, ma non osò parlarne con nessuno, tanto meno con Victor che, pur essendo così gentile, accogliente e disponibile, non le aveva mai parlato d'amore.
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