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UNA STRAORDINARIA AVVENTURA pag.4
una astronave in volo nello spazio verso la terra
Poi si rivolse a Victor: "Lo so che noi abitanti della terra siamo fragili e pieni di contraddizioni, ma conosciamo l'amore e voglio provare a parlartene. Ci vorrà tempo perché è una cosa meravigliosa, ma complicata. L'amore può arrivare anche inaspettato, ma ci vuole impegno, responsabilità, forza d'animo e anche fantasia per capire che cos'è e anche per fare in modo che non scompaia nel nulla lasciandoci delusi e soli. Se riesci a fare tutto questo scopri che quando si ama e si è ricambiati vale davvero la pena di vivere!" Victor la guardava con i suoi grandi occhi che diventavano sempre più luminosi: " Non sapevo perché tu mi piacessi, adesso lo so. Pensavo di sapere tutto e invece c'è tanto ancora da imparare. Noi robot non siamo stati programmati per l'amore, ma per l'efficienza. Però possiamo apprendere e io voglio conoscere cose che non mi aspettavo che esistessero. Ciò che non ti aspetti è più interessante di ciò che è previsto e già stabilito." Rimasero a lungo senza parlare, ma con la voglia di approfondire la conoscenza della loro diversità. Salirono insieme sull’astronave di Victor e, mentre contemplavano lo spazio che li avvolgeva con i suoi misteri, si guardarono e si capirono, poi si dissero: "Io vorrei avere un po' della tua umanità!"  "E io un po' della tua efficienza!" Scoppiarono a ridere!
robot perplesso
Risero tanto e contemplarono le stelle mentre l'astronave continuava il suo splendido volo verso l'infinito. Ma Barbara doveva pur tornare a casa e il velocissimo veicolo spaziale li riportò sulla terra. Era l'alba e un tiepido sole si affacciava all'orizzonte. La ragazza, prima di dirigersi verso la sua città, si voltò verso Victor e lo salutò dicendo: "Forse per te l'amore è ancora una cosa troppo complicata, ma sai già essere un vero amico, non è poco! E anch'io, come te, ho ancora tante cose da imparare". Gli sorrise e poi lo guardò ripartire e scomparire al di là delle nuvole che nascondevano il sole che stava nascendo. Tornò a casa, si sdraiò su un divano perché si sentiva stanca, si addormentò profondamente e, quando si svegliò, le tornò il dubbio che tutto fosse stato solo un sogno. Ma, come si sa, il confine tra sogno e realtà a volte è impercettibile. Aprì la finestra quando già era scesa la sera, contemplò il cielo che diventava sempre più blu mentre brillavano le prime stelle. Si sentì sicura che Victor sarebbe tornato almeno nei suoi sogni.
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